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(17/10/2008)
al tempo della crisi ci vorrebbe maggior dignità,
più sobrietà,
più misura,
più solidarietà;
al tempo della crisi i ricchi fanno la morale ai poveri,
i guitti bacchettano il loro pubblico,
gli eletti insultano gli elettori,
Caligola nomina senatore il suo cavallo,
il presentatore televisivo plurimiliardario pretende il laticlavio;
al tempo della crisi le masse, solitamente amorfe e credule, diventano del tutto cieche ed esaltate;
al tempo della crisi la demagogia regna sovrana;
il tempo della crisi è il tempo giusto per le millanterie,
le fanfaronate,
le rodomontate;
al tempo della crisi non c'è spazio per i bisognosi,
per gli immigrati,
per i deboli,
per i diversi;
il tempo della crisi è il tempo della sopravvivenza,
della furbizia e dell'inganno,
delle umiliazioni e dei ricatti;
al tempo della crisi comandano i sondaggi,
che premiano i pescecani,
che impongono i loro tirapiedi;
al tempo della crisi i governi raddoppiano il loro potere,
mentre le opposizioni si sciolgono come neve al sole;
il tempo della crisi mette le ali ai dritti,
trasforma i servi in eroi,
riempie le tasche dei disonesti,
acceca i controllori,
zittisce i fustigatori;
al tempo della crisi irrompe il padre della patria,
che distribuisce medaglie e attestati
e traccia un nuovo confine tra il bene e il male;
il tempo della crisi non vuole regole,
non vuole ragionamenti,
non vuole argomentazioni;
al tempo della crisi le parole sono suoni,
le idee sono sterili,
le menti sono vuote;
il tempo della crisi è il tempo giusto per riscrivere la storia,
per riabilitare i condannati,
per riproporre miti screditati;
al tempo della crisi ciò che prima era causa di vergogna diventa motivo di vanto,
ciò che era disdicevole diventa ordinario,
ciò che era turpe diventa desiderabile;
al tempo della crisi la televisione diventa un oracolo,
che ottunde le coscienze,
trasforma gli appetiti in valori,
mette in mostra il peggio dell'umanità;
al tempo della crisi bisogna stare allineati e coperti,
senza mai demordere, tuttavia,
senza arretrare di un passo,
senza calarsi le brache,
senza parlare, magari,
ma anche senza unirsi al coro;
il tempo della crisi è spesso un tempo di fedeltà,
di testimonianza,
di lealtà.
Il tempo della crisi è il tempo dell'attesa.