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(08/02/2008)
Il carnevale di Monaco è un evento straordinario.
Non è qualcosa che si va a vedere ma una situazione che si vive tutti assieme.
Non si assiste a niente: non ci sono sfilate di carri, scuole di danza, maschere e abbigliamenti costosissimi.
E' un momento di liberazione collettiva.
Intere famiglie partecipano al completo, mascherate alla meglio, a volte solo un po' ritoccate qua e là.
Arzille vecchiette, coppie attempate, maturi signori, professionisti affermati, direttori di banca, professori universitari, medici di grido: tutti a passeggiare, ad incitare il ballo delle donne del mercato, ad accennare a qualche passo di danza al suono delle numerose orchestre sparse un po' dovunque.
Per mascherarsi basta poco: un cappellino messo per storto, un naso finto, una parrucca di rafia, un farfallino da teatrante, un saccone da monaco, una tutta da sub, una giacca della bisnonna...: tutto può essere usato per l'occasione.
Basta essere un po' diversi e dare l'idea della rottura e della estrosità; basta uscire dai binari della normalità e adombrare una forma di sana, innocua follia.
E poi konfetti su tutto e su tutti.
E birra a fiumi.
E fusti di vino rosso caldo con la cannella.
E sfilate di flutes di prosecco.
Sì, proprio così: nella mattinata del martedì grasso, nella terra della birra, il prosecco batte la birra.
Anche queste sono soddisfazioni!