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(10/02/2008)
Ci siamo.
L'orgia sta per cominciare, per ricominciare.
Anche se, in verità, è cominciata già tanto tempo fa.
E sembra non finire mai.
In una spirale che ci sta ammorbando e asfissiando.
Poche parole, tuttavia, prima del diluvio.
Poi non parlerò più di elezioni, fino a dopo.
A meno di eventi eccezionali.
Si dice che: *. destra e sinistra non esistono più;
*. i politici sono ormai tutti uguali;
*. fanno tutti le stesse politiche;
*. sono solo occupati a fare gli interessi loro e delle loro clientele:
*. pescano tutti nello stesso indistinto elettorato ...
In tutto questo c'è molto di vero e qualcosa di falso.
Questo qualcosa mi ha sempre spinto e mi spinge ancora a fare una scelta elettorale, a non astenermi.
La politica è l'arte della gestione degli interessi di tutti e come tale è, necessariamente, l'arte del compromesso.
Chi dice 'voto solo chi opera rettamente in un determinato modo' in realtà è come se manifestasse la propria volontà di non votare mai.
Quando si vota bisogna sempre farsi un po' di forza: non dico che ci si deve turare il naso ma forse è necessario guardare da un'altra parte.
E' inevitabile. Succederebbe anche se gli eletti fossimo noi. Perché anche noi saremmo chiamati a fare compromessi e anche noi saremmo costretti a farli. *
Quindi, a mio avviso, quando si va a votare non si va a scegliere il migliore ma si cerca di privilegiare il meno peggio.
In base a dei valori, a degli ideali, a dei principi o, più prosaicamente, in base a degli interessi personali, più o meno crassi, più o meno nominabili.
Per quanto mi riguarda: +) credo nella libertà che faccia salva l'uguaglianza dei diritti; +) credo nell'esplicazione delle diversità che non calpesti la giustizia; +) credo nella valorizzazione delle persone e del merito; +) vorrei una burocrazia più attiva e umana, attenta e sensibile ai bisogni delle persone; *) vorrei un sistema sanitario più efficiente e abbordabile; +) vorrei una gestione del danaro pubblico più corretta, meno corrotta, più oculata; ... ... ...
In ogni caso ciò in cui credo l'ho già esposto chiaramente in altre pagine, segnatamente in ' apprezzo-detesto' e ne ' il caso Italia'.
Per tutti questi motivi devo confessare che ho sempre dato il mio voto all'area di sinistra (adesso si dice di centro-sinistra): e che anche questa volta mi pronuncerò nello stesso senso.
E' vero: la sinistra è rissosa e inconcludente.
Ma l'altra parte è volgare e impresentabile.
La sinistra non sa assumersi vere e proprie responsabilità di governo e preferisce rinviare le decisioni.
La destra ne assume di deleterie e dirompenti.
A parte tutto e per concludere, non me ne vogliano gli amici che propendono per il centro destra, devo dire che negli ultimi anni e ancora adesso a tutto quanto sopra detto si è aggiunta anche una pregiudiziale estetica.
Non sopporto i portavoce della destra, quelli che quotidianamente dai teleschermi compaiono ad illustrare e ad ammannire il verbo del capo.
Mi vergogno di molti dei capi della destra che vanno fuori dai confini del nostro Paese a rappresentarci.
Non fanno altro che irrobustire ed enfatizzare tutti gli stereotipi negativi che già ci connotano in buona parte del mondo.
E' veramente tutto.
Forse quanto ho detto è di parte, sicuramente non può essere condiviso da tutti ma è proprio quello che penso.
In fondo è solo quello che penso io.
Posso?
* [Cosa che non ha capito il signor Turigliatto: che ci è andato a fare in Parlamento? Se sentiva di non potersi piegare ad alcun compromesso doveva restarsene a casa. Semplicemente.
Nonostante i sofismi idealistici di cui avrà ammantato le sue scelte, di fatto ha riconsegnato il governo del Paese a Berlusconi. O almeno ci ha provato.
Non sarà gradevole, come constatazione, ma è esattamente quel che è successo.]