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16 novembre 2011
governo nuovo ... vita nuova
Nessuno può dire quale sarà il nostro futuro.
E' certo, tuttavia, che qualcosa cambierà.
Vengono al pettine tutta una serie di fastidiosissimi nodi che finora tutti hanno fatto in modo di passare sotto silenzio.
Interni e internazionali.
Abbiamo costruito un sistema di vita che va al di là delle nostre possibilità.
Come?
Indebitandoci.
Certo: coloro che tengono in mano i nostri pezzi di debito sono carogne e aguzzini.
Tuttavia abbiamo fatto male ad illuderci e a pensare che fossero dei buoni samaritani.
Ci è capitato qualcosa di simile di ciò che accade a chi si affida agli usurai: quelli ti danno generosamente, all'inizio, ma poi pretendono ed esigono con gli interessi.
E quali interessi!
E ci mettono la corda al collo e se non restituiamo quanto richiedono la stringono sempre di più (ecco i 'cravattari'!).
E' esattamente quello che ci sta succedendo.
Possiamo certo imprecare contro la finanza globale che agisce senza cuore e senza alcuna sensibilità.
Ma possiamo pretendere che degli usurai siano delle persone caritatevoli?
Non sarebbero usurai.
Il nostro guaio è che con i soldi avuti in prestito non abbiamo solo costruito lo stato sociale, la qual cosa sarebbe stata almeno giustificabile: no, abbiamo anche scialacquato e sperperato allegramente.
Abbiamo strapagato la nostra classe politica che per assicurarsi la continuità dei bagordi, a sua volta, ha foraggiato tutti i suoi puntelli: l'alta magistratura, i grandi burocrati, gli ufficiali dell'esercito e delle forze armate, in parte anche giornali e giornalisti, la televisione, la chiesa ...
E abbiamo creato un sistema di autonomie locali (comuni, province, regioni) che lungi dall'essere virtuoso, ha fatto di tutto per imitare la classe politica nazionale: indebitandosi fino al collo con spese folli e ingiustificate.
Retribuiamo in maniera esagerata tutti coloro che mettono il viso dentro il televisore e abbiamo creato una quantità inimmaginabile di presidenze ed enti totalmente inutili ma oltremodo onerosi sul piano del dispendio di risorse.
In poche parole e per finire: abbiamo fatto come chi chiede i soldi in prestito non per mantenere la famiglia ma per comprarsi una macchina prestigiosa o per giocare al casinò.
La prima cosa da fare con urgenza e decisione: eliminare drasticamente le spese folli e inutili.
Tagliare senza pietà tutto il superfluo e il di più.
Dopo si può pensare al resto.
Mi auguro che il nuovo governo abbia la forza, la lucidità e la capacità di incidere questo bubbone: altrimenti sarà solo un 'pannicello' caldo e tra qualche tempo saremo al punto di prima.
Anche un po' più in giù.
Spero che i giovani, che vogliono giustamente riappropriarsi del loro futuro e tutti i movimenti nati in questi ultimi anni, vigilino e incalzino i governanti affinché facciano la cosa giusta.
In parte dipenderà anche da noi.
Niente piove dal cielo già confezionato.
Bisogna sempre conquistarselo, il futuro.