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18 maggio 2010
Mourinho ... una provocazione !?!
Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa su Mourinho.
Tutti sanno ormai che le mie simpatie vanno all'Inter: se non altro per ragioni geografiche e anagrafiche.
E tuttavia voglio cimentarmi lo stesso: anche perché, credo, di non essere malato di 'tifite'.
Come tanti che vedo e sento in giro.
Sono infatti convinto che le questioni cui appassionarsi veramente, siano altre: ben più profonde e coinvolgenti del calcio.
Ma vengo all'argomento.
Dico subito che Mourinho non è il mio tipo, per ragioni caratteriali soprattutto.
Come persona mi piaceva molto Nils Liedholm, allenatore della grande Roma di Falcao.
Mi piaceva Sven-Göran Eriksson, allenatore della Lazio dello scudetto e delle altre coppe.
Mi piaceva anche Roy Hodgson, attuale allenatore del Fulham: che ha lavorato anche in Italia, senza molta fortuna.
Tre autentici signori.
Non mi piaceva Arrigo Sacchi, allenatore del Milan stellare di Van Basten & c.: troppo pieno di sé.
Non amo molto nemmeno Fabio Capello, allenatore certamente vincente, ma con modi da sergente dei marines (tipo Full Metal Jacket).
Non stravedo per Claudio Ranieri, che sembra un signore, in realtà con la sua finta flemma cala sugli avversari delle bastonate tremende.
Mi fermo qui e torno a José Mário dos Santos Félix Mourinho, nato a Setúbal, a sud di Lisbona, il 26 gennaio 1963.
Come ho detto non lo amo molto: in tante occasioni avrei preferito tacesse.
Ecco: se si fosse limitato a lavorare e a parlare con le frasi neutre e incolori che usano molti suoi colleghi, forse l'avrei apprezzato di più.
Non lo amo, ho scritto, ma lo capisco.
Mourinho non è il tipo che ti lascia indifferente: ti costringe a pensare e a prendere posizione.
Ho sempre evitato di schierarmi a favore o contro (cerco di non farlo mai con nessuno, eccetto rarissimi casi) ma non ho potuto fare a meno di riflettere, di penetrare nel personaggio, di cercare di capire.
Mourinho ha 47 anni e viene da Setubal, una cittadina portoghese che guarda l'Atlantico.
Il Portogallo è una lingua di terra stretta tra la Spagna e l'oceano: è una terra aspra, montagnosa e in parte desertica.
Gli abitanti di quelle terre, per sopravvivere, hanno dovuto affrontare il mare: sono diventati grandi viaggiatori, scopritori di nuove terre, conquistatori.
Il piccolo Portogallo ha avuto per secoli un impero coloniale che andava dall'Africa occidentale alla Cina, passando per l'India e l'Indonesia: qualcosa che la grande Germania non è mai arrivata nemmeno a sognare.
I portoghesi sono gente fiera, aspra come la loro terra, scostante a volte e dura come il destino che è stato loro assegnato.
E' gente attenta alle piccole cose importanti: quelle che contano veramente.
Leggere Saramago, per averne un'idea.
Il portoghese è un popolo che da un territorio arido e scabroso sa tirar fuori un nettare divino come il Porto (qualcuna ricorda?).
Ho sempre amato il Portogallo: prima di andarci, molto prima di conoscere Mourinho.
Una lingua di terra che scende dai monti e precipita nel mare, nell'immensità dell'oceano.
Che ti costringe a guardare oltre, a tuffarti nell'ignoto, a sfidare l'impossibile.
Il Portogallo è un luogo dell'anima.
Mourinho mi sembra una perfetta espressione della sua terra: scontroso e chiuso, strafottente e duro, introverso e impietoso.
Ma anche autentico, ma anche leale, ma anche schietto, ma anche diretto.
Non sto qui a discutere della sua abilità di allenatore che credo sia indiscutibile (come quella di tanti altri), ma cerco solo di interpretare alcuni suoi comportamenti.
Che a volte sono stati esagerati e spocchiosi: nei confronti dei finti-signori e dei falsi-neutri.
A volte sono stati inutilmente duri e un po' carogna: credo, per esempio, che abbia molto sbagliato nella gestione di Balotelli (a cui sicuramente non ha mai detto 'negro di m…' come ha fatto qualcuno che poi vuole giustificare l'ingiustificabile).
Verrebbe quasi da dire che Mourinho è una di quelle persone che o si amano o si detestano.
Per quanto mi riguarda né l'una né l'altra.
E' certo che molti l'hanno detestato, l'hanno stuzzicato, l'hanno bersagliato, l'hanno provocato in tutti i modi e con tutti i mezzi.
Salvo poi correre ad invocare sanzioni contro di lui quando reagiva, magari in maniera spropositata.
No, non è un santo Mourinho: ha mille difetti e tutti evidenti.
Sicuramente non è peggiore dei detrattori che si mostrano offesi per le sue stilettate che vanno a colpire nel segno i loro difetti che, pur ben camuffati, sono forse più numerosi e peggiori.
No, Mourinho non è il mio tipo: a me piacciono i signori - signori.
Che non esistono più, almeno qui da noi.
(O non si mettono tanto in vista: penso a un Delio Rossi, per esempio o al giovane Leonardo che, però, se n'è già andato).
Ma, se mi è permesso, ai finti-signori paludati e mascherati e a tutta la truppa sempre pronta a provocare con i guanti di velluto, piena di rabbia e di veleno represso, capace di ferire vilmente e in profondità senza uscire allo scoperto e lesta, subito dopo, a stracciarsi le vesti per un fallo di reazione, ipocritamente decisa nell'invocare la punizione da parte dell'autorità compiacente, insomma a tutti questi preferisco l'uomo dell'oceano.
Che sarà odioso e insopportabile ma è anche genuino e immediato.
E paga (con gli interessi) le conseguenze delle sue azioni.